valle del freddo

riserva naturale

La scoperta

La scoperta e la protezione del biotopo della Valle del Freddo sono avvenute in tempi relativamente recenti. Nel 1939, un botanico dilettante di nome Guido Isnenghi comunicò al direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Bergamo di aver scoperto un’interessante isola floristica in una piccola area della Val Cavallina, vicino al lago di Gaiano. Questa scoperta portò alla visita e allo studio della zona da parte di diversi esperti botanici. Nel 1964, la vegetazione della Valle del Freddo e di altri territori bergamaschi venne tutelata con un decreto prefettizio. Tuttavia, la valle rimase poco conosciuta e indirettamente protetta dalla sua stessa isolamento. Negli anni ’70, l’attività estrattiva di cave minacciò la valle, ma grazie all’intervento di un gruppo di appassionati locali e all’ordine della Giunta Regionale della Lombardia nel 1976, i lavori furono interrotti. Successivamente, la valle subì danni causati da atti vandalici, ma nel 1983 venne istituita la Riserva Naturale Orientata della “Valle del Freddo” per preservare il suo fenomeno microclimatico e disciplinare la fruizione del territorio. Nel 1995 è stata designata come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e fa parte della rete Natura 2000 della Provincia di Bergamo. La riserva ospita sette habitat diversi, tra cui specie alpine preziose, praterie aperte e substrati rocciosi.

La geologia

La Riserva Naturale “Valle del Freddo” si trova nelle Prealpi lombarde, che fanno parte delle Alpi Calcaree Meridionali. Le rocce presenti nella zona sono principalmente di origine carbonatica e si sono formate nel Triassico, circa 200 milioni di anni fa. Durante il periodo successivo, a causa dello scontro tra le zolle continentali, si è formato l’attuale sistema montuoso delle Alpi. La Valle del Freddo è caratterizzata da pieghe e sovrascorrimenti causati dai fenomeni tettonici. I depositi rocciosi presenti sono principalmente dolomia, calcare e argillite. Il Calcare di Zorzino è una formazione rocciosa particolarmente importante, nota per i suoi fossili. Nella valle sono presenti anche depositi superficiali come falde, conoidi di detrito e depositi glaciali.

Roccia riserva

La geomorfologia

La Val Cavallina presenta dossi arrotondati formati dallo scorrimento glaciale. La presenza di massi erratici testimonia il passaggio dei ghiacciai. Nella Riserva del Freddo, ci sono falde e conoidi di detrito delle pendici del monte Na. La Val del Freddo è stata utilizzata per estrarre detrito utilizzato per la produzione di mattonelle. Sono presenti anche fenomeni di dissoluzione chimica superficiale delle rocce carbonatiche. Le depressioni nella Valle potrebbero essere dovute al carsismo. Sulle pendici del monte Na, si trovano gradini rocciosi inclinati. I macigni di maggiori dimensioni si accumulano sul fondo della Valle del Freddo.

Intervento cofinanziato dal FEASR con l’operazione 7.5.01 “Incentivi per lo sviluppo di infrastrutture e di servizi turistici locali” azione PSL GAL n. 9 “percorsi per la fruizione, punti informativi e servizi turistici” per un contributo totale pari a € 64.380,73
“Sviluppo di punti turistico-informativi e miglioramento dei percorsi della bellezza e del ben-essere nei Laghi Bergamaschi”. CUP: F65D19000170005 – domanda n.201901309410